Piero Ottone: differenze tra le versioni

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Una "linea meno conservatrice". Hai corretto Montanelli?
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|Immagine = Piero Ottone e Carlo Caracciolo, 1986.jpg
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|Didascalia = Ottone (a sinistra) assieme all'editore [[Carlo Caracciolo]] nel [[1986]]
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== Biografia ==
== Biografia ==
Nell'estate [[1945]], mentre frequenta l'università, Ottone inizia la carriera giornalistica, portando notizie dalla provincia al quotidiano torinese ''[[Gazzetta del Popolo]]'', diretto da [[Massimo Caputo]]. Il suo esordio avviene con la recensione di un libro ''Mission to Moscow'', contenente i ricordi dell'ambasciatore USA presso la capitale sovietica<ref>Piero Ottone, ''Gli articoli indimenticabili e quelli che, oggi, andrebbero valorizzati'', ''Il Venerdì di Repubblica'', 15 aprile 2016, p. 87</ref>. In seguito diverrà il corrispondente da [[Londra]] del quotidiano<ref>{{cita web|url=http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2014/04/12/news/piero-ottone-una-vita-da-giornalista-di-razza-raccontata-in-novanta-1.9036638|titolo=Piero Ottone, una vita da giornalista di razza raccontata in “Novanta”|accesso=10 giugno 2014}}</ref>.
Nell'estate 1945, mentre frequentava l'università, Ottone iniziò la carriera giornalistica, portando notizie dalla provincia al quotidiano torinese ''[[Gazzetta del Popolo]]'', diretto da [[Massimo Caputo]]. Il suo esordio avvenne con la recensione di un libro ''Mission to Moscow'', contenente i ricordi dell'ambasciatore USA presso la capitale sovietica<ref>Piero Ottone, ''Gli articoli indimenticabili e quelli che, oggi, andrebbero valorizzati'', ''Il Venerdì di Repubblica'', 15 aprile 2016, p. 87</ref>. In seguito diverrà il corrispondente da [[Londra]] del quotidiano<ref>{{cita web|url=http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2014/04/12/news/piero-ottone-una-vita-da-giornalista-di-razza-raccontata-in-novanta-1.9036638|titolo=Piero Ottone, una vita da giornalista di razza raccontata in “Novanta”|accesso=10 giugno 2014|dataarchivio=14 luglio 2014|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140714170013/http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2014/04/12/news/piero-ottone-una-vita-da-giornalista-di-razza-raccontata-in-novanta-1.9036638|urlmorto=sì}}</ref>.


Successivamente approda al principale quotidiano italiano, il ''[[Corriere della Sera]]'', per il quale è corrispondente da [[Mosca (Russia)|Mosca]] negli [[Anni 1950|anni cinquanta]], e poi [[redattore capo]].
Successivamente approdò al principale quotidiano italiano, il ''[[Corriere della Sera]]'', per il quale fu corrispondente da [[Mosca (Russia)|Mosca]] negli [[anni cinquanta]], e poi [[redattore capo]].


Dal [[1968]] è [[direttore responsabile]] del ''[[Il Secolo XIX|Secolo XIX]]'' di Genova; nel [[1972]] viene richiamato a Milano per condurre il nuovo corso del ''Corriere della Sera'', cui il direttore editoriale Giulia Maria Crespi ha impresso una svolta a sinistra<ref>Indro Montanelli, ''Soltanto un giornalista'', Milano, Rizzoli, 2002</ref>. Nel gennaio 1973 inizia la collaborazione al ''Corriere'' di [[Pier Paolo Pasolini]], anche grazie a [[Gaspare Barbiellini Amidei]]<ref name=rep>{{cita news|autore=Paolo Mauri|url=http://www.repubblica.it/cultura/2017/04/16/news/piero_ottone-163125032/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1|titolo=È morto Piero Ottone, maestro di giornalismo che amava dire "sono sempre stato me stesso"|pubblicazione=[[la Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]|data=16 aprile 2017}}</ref>.
Dal 1968 fu [[direttore responsabile]] del ''[[Il Secolo XIX|Secolo XIX]]'' di [[Genova]]; nel 1972 venne richiamato a [[Milano]] per condurre il nuovo corso del ''Corriere della Sera'', cui il direttore editoriale [[Giulia Maria Crespi]] voleva dare una linea meno conservatrice. Fu Ottone a licenziare nell'ottobre 1973, d'accordo con la proprietà, [[Indro Montanelli]], dopo lunghi mesi di dissidi e spaccature. Altre firme del ''Corriere'' seguiranno Montanelli alla nuova testata da lui fondata: ''[[il Giornale Nuovo]]''. Quando nel 1977 Montanelli venne [[gambizzazione|gambizzato]] dalle [[Brigate Rosse]] Ottone fu criticato per non aver collocato la notizia in prima pagina<ref>{{cita news|autore=Dino Messina|url=http://www.corriere.it/cultura/17_aprile_16/morto-piero-ottone-29002a32-2274-11e7-8805-52f632935e3b.shtml|titolo=Morto Piero Ottone, aveva 92 anni. Voleva i fatti separati dalle opinioni. Una vita per il giornalismo|pubblicazione=[[Corriere della Sera]]|data=16 aprile 2017}}</ref>. Sotto la sua direzione, nel gennaio 1973, iniziò la collaborazione di [[Pier Paolo Pasolini]] col ''Corriere'', anche grazie a [[Gaspare Barbiellini Amidei]]<ref name=rep>{{cita news|autore=Paolo Mauri|url=http://www.repubblica.it/cultura/2017/04/16/news/piero_ottone-163125032/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1|titolo=È morto Piero Ottone, maestro di giornalismo che amava dire "sono sempre stato me stesso"|pubblicazione=[[la Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]|data=16 aprile 2017}}</ref>.


Dopo la cessione del ''Corriere'' alla [[RCS MediaGroup|Rizzoli]], Ottone fu riconfermato dal nuovo editore, ma nel 1977 rassegnò volontariamente le dimissioni. Passò quindi alla [[Mondadori Editore|Mondadori]] assumendo l'incarico di consulente per i periodici e la televisione<ref>{{cita libro | nome= Giampaolo| cognome= Pansa| titolo= La Repubblica di Barbapapà| anno= 2013| editore= Rizzoli| città= Milano}} Pag. 121.</ref>.
Durante la sua direzione nascono dissidi con [[Indro Montanelli]]; quando i dissidi diventano insanabili, nell'ottobre [[1973]], Ottone licenzia Montanelli, d'accordo con la proprietà. L'editorialista decide di fondare un nuovo giornale; altri noti giornalisti del ''Corriere'' seguiranno Montanelli alla sua nuova testata: ''[[il Giornale Nuovo]]''. Quando nel 1977 Montanelli verrà gambizzato dalle [[Brigate rosse]] Ottone sarà criticato per non aver collocato la notizia in prima pagina<ref>{{cita news|autore=Dino Messina|url=http://www.corriere.it/cultura/17_aprile_16/morto-piero-ottone-29002a32-2274-11e7-8805-52f632935e3b.shtml|titolo=Morto Piero Ottone, aveva 92 anni. Voleva i fatti separati dalle opinioni. Una vita per il giornalismo|pubblicazione=[[Corriere della Sera]]|data=16 aprile 2017}}</ref>.


Negli ultimi anni della sua vita scrisse sporadicamente [[editoriale|editoriali]] sul quotidiano romano ''[[la Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]'' , e tenne una rubrica fissa, ''Vizi & Virtù'', sul settimanale ''[[Il Venerdì di Repubblica]]''.
Dopo la cessione del ''Corriere'' alla [[RCS MediaGroup|Rizzoli]], Ottone viene riconfermato dal nuovo editore, ma nel [[1977]] rassegna volontariamente le dimissioni. Passa alla [[Mondadori Editore|Mondadori]] assumendo l'incarico di consulente per i periodici e la televisione<ref>{{cita libro | nome= Giampaolo| cognome= Pansa| titolo= La Repubblica di Barbapapà| anno= 2013| editore= Rizzoli| città= Milano}} Pag. 121.</ref>.


Morì il 16 aprile 2017<ref name=rep/> a Camogli, dove risiedeva da molti anni.
Negli ultimi anni della sua vita ha scritto sporadicamente [[editoriale|editoriali]] sul quotidiano romano ''[[la Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]'' e ha tenuto una rubrica fissa, ''Vizi & Virtù'', sul settimanale ''[[Il Venerdì di Repubblica]]''.


== Vita privata ==
Sposato dal 1956 con Hanne, danese, ha avuto due figli. Muore il 16 aprile 2017<ref name="repubblica"/> a [[Camogli]], dove risiedeva da molti anni.
Sposato dal 1956 con Hanne Winslow, [[Danimarca|danese]], ebbe due figli: Stefano, a lungo direttore delle relazioni esterne del [[GEDI Gruppo Editoriale|Gruppo GEDI]], e Bettina<ref>[https://www.primocanale.it/notizie/genova-in-lutto-addio-a-piero-ottone-maestro-di-giornali-e-di-etica-professionale-184747.html Genova in lutto: addio a Piero Ottone, maestro di giornali e di etica professionale - Primo Canale]</ref>.


== Opere ==
== Opere ==
* {{Cita libro|titolo=Gli industriali si confessano. Congiuntura, recessione, rilancio|edizione=Collana Problemi del nostro tempo|città=Firenze|editore=Vallecchi|anno=1965}}
* {{Cita libro|titolo=Gli industriali si confessano. Congiuntura, recessione, rilancio|edizione=Collana Problemi del nostro tempo|città=Firenze|editore=Vallecchi|anno=1965}}
* {{Cita libro|titolo=Fanfani|edizione=Collana Chi è? Gente famosa|città=Milano|editore=Longanesi|anno=1966}}
* {{Cita libro|titolo=Fanfani|edizione=Collana Chi è? Gente famosa|città=Milano|editore=Longanesi|anno=1966}}
* {{Cita libro|titolo=La nuova Russia. L'ultimo reportage da Leningrado alla Siberia: la Russia delle riforme e delle aspirazioni borghesi|edizione=|editore=Longanesi|città=Milano|anno=1967}}
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* {{Cita libro|titolo=De Gasperi|città=Milano|editore=Della Volpe Editore|anno=1968}}
* {{Cita libro|titolo=De Gasperi|città=Milano|editore=Della Volpe Editore|anno=1968}}
* {{Cita libro|titolo=Potere economico. La storia della guerra tra capitale privato, nazionalizzazione, pianificazioni statali, inflazione e cambiali|città= Milano|editore=Longanesi|anno=1968}}
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* {{Cita libro|titolo=Una manciata di perle. [Le cento isole minori del mare italiano]|città=Milano|editore=Mondadori|anno=1984}}
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* {{Cita libro|titolo=Le regole del gioco: piccola filosofia ad uso personale|città=Milano|editore=Longanesi|anno=1984}}
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* {{Cita libro|titolo=Il gioco dei potenti. Grandezze e debolezze, stile e mancnza di stile, di quelli che contano|edizione=Collana Il Cammeo n.114|città=Milano|editore=Longanesi|anno=1985|isbn=88-304-0591-4}}
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* {{Cita libro|titolo=Vi racconto l'economia|città=Torino|editore=Petrini|anno=1986}}
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* {{Cita libro|titolo=Il buon giornale. Come si scrive · Come si dirige · Come si legge|città=Milano|editore=Longanesi|anno=1987|isbn=88-304-0744-5}}
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* {{Cita libro|titolo=La guerra della rosa|città=Milano|editore=Longanesi|anno=1990|isbn=88-304-0965-0}} 2009, ISBN 978-88-304-2765-5.
* {{Cita libro|titolo=La guerra della rosa|città=Milano|editore=Longanesi|anno=1990|isbn=88-304-0965-0}} 2009, ISBN 978-88-304-2765-5.
* {{Cita libro|titolo=Naufragio|città=Milano|editore=Longanesi|anno=1993|isbn=88-304-1143-4}}
* {{Cita libro|titolo=Naufragio|città=Milano|editore=Longanesi|anno=1993|isbn=88-304-1143-4}}
* {{Cita libro|titolo=Il tramonto della nostra civiltà|città=Milano|editore=Mondadori|anno=1994|isbn=88-04-37918-9}}
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* {{Cita libro|titolo=Preghiera o bordello. Storia, personaggi, fatti e misfatti del giornalismo italiano|città=Milano|editore=Longanesi|anno=1996|isbn=88-304-1379-8}}
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Piero Ottone (a sinistra) assieme all'editore Carlo Caracciolo nel 1986

Piero Ottone, all'anagrafe Pier Leone Mignanego[1] (Genova, 3 agosto 1924Camogli, 16 aprile 2017), è stato un giornalista e scrittore italiano.

Nell'estate 1945, mentre frequentava l'università, Ottone iniziò la carriera giornalistica, portando notizie dalla provincia al quotidiano torinese Gazzetta del Popolo, diretto da Massimo Caputo. Il suo esordio avvenne con la recensione di un libro Mission to Moscow, contenente i ricordi dell'ambasciatore USA presso la capitale sovietica[2]. In seguito diverrà il corrispondente da Londra del quotidiano[3].

Successivamente approdò al principale quotidiano italiano, il Corriere della Sera, per il quale fu corrispondente da Mosca negli anni cinquanta, e poi redattore capo.

Dal 1968 fu direttore responsabile del Secolo XIX di Genova; nel 1972 venne richiamato a Milano per condurre il nuovo corso del Corriere della Sera, cui il direttore editoriale Giulia Maria Crespi voleva dare una linea meno conservatrice. Fu Ottone a licenziare nell'ottobre 1973, d'accordo con la proprietà, Indro Montanelli, dopo lunghi mesi di dissidi e spaccature. Altre firme del Corriere seguiranno Montanelli alla nuova testata da lui fondata: il Giornale Nuovo. Quando nel 1977 Montanelli venne gambizzato dalle Brigate Rosse Ottone fu criticato per non aver collocato la notizia in prima pagina[4]. Sotto la sua direzione, nel gennaio 1973, iniziò la collaborazione di Pier Paolo Pasolini col Corriere, anche grazie a Gaspare Barbiellini Amidei[5].

Dopo la cessione del Corriere alla Rizzoli, Ottone fu riconfermato dal nuovo editore, ma nel 1977 rassegnò volontariamente le dimissioni. Passò quindi alla Mondadori assumendo l'incarico di consulente per i periodici e la televisione[6].

Negli ultimi anni della sua vita scrisse sporadicamente editoriali sul quotidiano romano la Repubblica , e tenne una rubrica fissa, Vizi & Virtù, sul settimanale Il Venerdì di Repubblica.

Morì il 16 aprile 2017[5] a Camogli, dove risiedeva da molti anni.

Sposato dal 1956 con Hanne Winslow, danese, ebbe due figli: Stefano, a lungo direttore delle relazioni esterne del Gruppo GEDI, e Bettina[7].

  • Gli industriali si confessano. Congiuntura, recessione, rilancio, Collana Problemi del nostro tempo, Firenze, Vallecchi, 1965.
  • Fanfani, Collana Chi è? Gente famosa, Milano, Longanesi, 1966.
  • La nuova Russia. L'ultimo reportage da Leningrado alla Siberia: la Russia delle riforme e delle aspirazioni borghesi, Milano, Longanesi, 1967.
  • De Gasperi, Milano, Della Volpe Editore, 1968.
  • Potere economico. La storia della guerra tra capitale privato, nazionalizzazione, pianificazioni statali, inflazione e cambiali, Milano, Longanesi, 1968.
  • Intervista sul giornalismo italiano, a cura di Paolo Murialdi, Collana Saggi tascabili, Roma-Bari, Laterza, 1978.
  • Come finirà? Riflessioni sulla prima repubblica, Milano, Garzanti, 1979.
  • La scienza della miseria spiegata al popolo, Collana Il Cammeo n.5, Milano, Longanesi, 1980.
  • Giornale di bordo, Milano, Longanesi, 1982.
  • Dall'America all'Azzurra, 1851-1983, Milano, Fabbri, 1983.
  • Una manciata di perle. [Le cento isole minori del mare italiano], Milano, Mondadori, 1984.
  • Le regole del gioco: piccola filosofia ad uso personale, Milano, Longanesi, 1984.
  • Il gioco dei potenti. Grandezze e debolezze, stile e mancanza di stile, di quelli che contano, Collana Il Cammeo n.114, Milano, Longanesi, 1985, ISBN 88-304-0591-4.
  • Vi racconto l'economia, Torino, Petrini, 1986.
  • Il buon giornale. Come si scrive · Come si dirige · Come si legge, Milano, Longanesi, 1987, ISBN 88-304-0744-5.
  • Affari & morale, Collezione Il Cammeo n.163, Milano, Longanesi, 1988, ISBN 88-304-0788-7.
  • L'aliseo portoghese, Milano, Longanesi, 1989, ISBN 88-304-0914-6.
  • La guerra della rosa, Milano, Longanesi, 1990, ISBN 88-304-0965-0. 2009, ISBN 978-88-304-2765-5.
  • Naufragio, Milano, Longanesi, 1993, ISBN 88-304-1143-4.
  • Il tramonto della nostra civiltà, Milano, Mondadori, 1994, ISBN 88-04-37918-9.
  • L'Italia è un paese civile?, Milano, Mondadori, 1995, ISBN 88-04-40056-0.
  • Preghiera o bordello. Storia, personaggi, fatti e misfatti del giornalismo italiano, Milano, Longanesi, 1996, ISBN 88-304-1379-8.
  • Saremo colonia? o forse lo siamo già. Quante nostre aziende diventeranno straniere? Anche la FIAT non sarà più italiana?, Milano, Longanesi, 1997, ISBN 88-304-1429-8.
  • Vizi & virtù. Gl'italiani come sono, nel bene e nel male, Milano, Longanesi, 1998, ISBN 88-304-1481-6.
  • Il grande gioco. Lettera ai nipoti, Milano, Longanesi, 2000, ISBN 88-304-1839-0.
  • Piccola filosofia di un grande amore. La vela, Milano, Longanesi, 2001, ISBN 88-304-1917-6.
  • Gianni Agnelli visto da vicino, Milano, Longanesi, 2003, ISBN 88-304-2085-9.
  • Memorie di un vecchio felice, Milano, Longanesi, 2005, ISBN 88-304-2179-0.
  • Italia mia. Il Paese che abbiamo sognato e che non c'è, Milano, Longanesi, 2009, ISBN 978-88-304-2665-8.
  • Cavour. Storia pubblica e privata di un politico spregiudicato, Milano, Longanesi, 2011, ISBN 978-88-304-3093-8.
  • Novanta. (Quasi) un secolo per chiedersi chi siamo e dove andiamo noi italiani, Milano, Longanesi, 2014, ISBN 978-88-304-4016-6.
  1. ^ Ottone era il cognome della madre.
  2. ^ Piero Ottone, Gli articoli indimenticabili e quelli che, oggi, andrebbero valorizzati, Il Venerdì di Repubblica, 15 aprile 2016, p. 87
  3. ^ Piero Ottone, una vita da giornalista di razza raccontata in “Novanta”, su ilcentro.gelocal.it. URL consultato il 10 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  4. ^ Dino Messina, Morto Piero Ottone, aveva 92 anni. Voleva i fatti separati dalle opinioni. Una vita per il giornalismo, in Corriere della Sera, 16 aprile 2017.
  5. ^ a b Paolo Mauri, È morto Piero Ottone, maestro di giornalismo che amava dire "sono sempre stato me stesso", in la Repubblica, 16 aprile 2017.
  6. ^ Giampaolo Pansa, La Repubblica di Barbapapà, Milano, Rizzoli, 2013. Pag. 121.
  7. ^ Genova in lutto: addio a Piero Ottone, maestro di giornali e di etica professionale - Primo Canale

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Predecessore Direttore del Secolo XIX Successore
Umberto Vittorio Cavassa dal 1968 al 1972 Alessandro Perrone

Predecessore Direttore del Corriere della Sera Successore
Giovanni Spadolini 14 marzo 1972 - 29 ottobre 1977 Franco Di Bella
Controllo di autoritàVIAF (EN108648189 · ISNI (EN0000 0001 0859 7794 · SBN CFIV000342 · LCCN (ENn79105856 · GND (DE119288265 · BNF (FRcb121836010 (data) · J9U (ENHE987007434188205171 · CONOR.SI (SL50357603